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Fondo antico Il Fondo Antico conserva i vari fondi di manoscritti della Biblioteca, più di 1.000 incunaboli, 15.000 cinquecentine, edizioni del XVII, XVIII e XIX secolo per complessivi 100.000 volumi antichi, rari e di pregio, ripartiti tra il Fondo Landi ed il Fondo Comunale, ed altri non meno importanti anche se meno cospicui. Ne è un notevole esempio il "Salterio di Angilberga", il codice più antico (IX secolo) della Biblioteca Comunale Passerini-Landi. Il codice è legato da un lato ai Carolingi ed alla loro tradizione nel campo di manufatti simili - in questo caso alla regina Angilberga -, dall'altro è profondamente radicato nella storia della città e delle sue istituzioni culturali. Il manoscritto, principalmente un sontuoso esemplare dei Salmi secondo il testo emendato da San Girolamo (ma contiene anche i Cantici dei profeti e alcuni Inni), venne redatto a lettere d'oro e d'argento su pergamena purpurea nell'827 e consta di 145 carte. E' tuttora poco studiato anche perché le sue vicende storiche hanno lasciato il segno nella coscienza della città, che lo custodisce gelosamente. Angilberga, di stirpe norditalica di origine franca, sposò nell'852/53 Lodovico II, figlio di Lotario e nipote di Carlomagno, imperator augustus Romanorum dall'850, di cui restò vedova nell'875. Secondo la tradizione, la regina Angilberga lo donò al Monastero di San Sisto, da lei fondato nell'874 come convento femminile benedettino e riccamente dotato. Il Codice restò al monastero fino al 1803, quando venne malauguratamente donato a Moreau de Saint Mery, amministratore francese del ducato di Parma e Piacenza, che al termine del suo incarico lo portò con sé in Francia. Fu recuperato alla città, al termine della parabola napoleonica, dal concittadino Giuseppe Poggi (1761-1842) che lo acquistò in Francia a proprie spese e lo donò solennemente alla municipalità di Piacenza (1820). Monumento di statura non comune (i codici purpurei sono rarissimi), il manoscritto non trovò studiosi nella sua patria elettiva - dove la storiografia, la diplomatica e la filologia erano prevalentemente orientate ad altri filoni di interesse -, tranne Augusto Balsamo che ne fornì una descrizione esatta e sintetica nel suo Catalogo dei manoscritti della Biblioteca Comunale di Piacenza, 1910 (che per curiosità si ricorda essere il primo volume della "Biblioteca Storica Piacentina", la collana collaterale al "Bollettino Storico Piacentino" fondato da Stefano Fermi quattro anni prima). Per l'accesso al materiale del Fondo Antico vai alla pagina relativa ai
moduli di richiesta Per informazioni rivolgersi:
tel. 0523/492413-14 - biblio.fondoantico@comune.piacenza.it
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